Acqua bene comune o per pochi “privilegiati”?

Dal sito della Gazzetta del mezzogiorno si legge che l’ILVA sarebbe debitrice nei confronti della Regione Basilicata di circa 3,7 milioni di euro per il consumo di acqua. Stando all’articolo, infatti,  l’Ilva avrebbe prelevato dall’invaso del Sinni 250 litri di acqua al secondo, invece di usare quella raffinata, dimenticandosi anche di pagare la bolletta dal 2009 ad oggi. Se tutto ciò che si legge fosse vero, saremmo di fronte ad un’altra indecorosa pagina di gestione dei beni primari della terra e di gestione della cosa pubblica. I cittadini pugliesi, infatti, conoscono bene le criticità che affliggono la rete idrica pugliese in estate ed i costi che essi sopportano per far arrivare in Puglia l’acqua lucana; per non parlare poi delle lettere di recupero crediti che AQP sta inviando in questi giorni ai consumatori pugliesi per presunti consumi pregressi non fatturati. Orbene, leggere tutto ciò appare talmente in contrasto da non poter rimanere senza risposte, quelle risposte che le autorità pubbliche hanno il dovere di fornire ai loro cittadini.  Qui di seguito il link da cui leggere l’articolo: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=12&IDNotizia=619665

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