Assicurazioni auto: le disfunzioni del settore in Italia ed il ruolo delle lobbies

Anni fa, occupandomi del lievitare dei costi dell’assicurazione auto e della protervia delle compagnie assicuratrici, che dietro il paravento delle riforme normative, lucravano sui profesisonisti e sui consumatori, scrivevo tre articoli pubblicati sul “Tarantoggi” il 3.2.08, 9.11.09 e 12.1.09. E’ sotto gli occhi di tutti, e correttamente ripreso da un articolo del fatto quitidiano del 19.10.13 http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/19/assicurazioni-lobby-che-gode-dei-regali-di-monti-e-letta/747747/ come a partire dagli anni ’90 tutte le riforme del settore RCA poste in essere dal legislatore abbiano risentito della pressione delle lobbies assicuratrici, con evidenti ricadute sui soggetti che esse dovrebbero tutelare.

Si è già avuto modo di evidenziare come nel corso dell’ultimo ventennio numeri di sinistri e costi per sinistro siano diminuiti, a fronte, invece, di un incremento dei costi di polizza fino al 245%, come risulta da uno studio Adusbef, con macroscopiche ed ingiustificate discriminazioni tra aree geografiche e fasce d’età.

Tutte le iniziative parlamentari “libere” (es. premio unico nazionale) e non mosse dalle lobbies sono state costantemente soffocate sol perchè poco vantaggiose per le compagnie.

L’intento di monopolizzare e soffocare il mercato libero è, d’altronde, evidente: dopo aver cancellato la figura del legale dal risarcimento dei danni, si è continuato con la riduzione dei valori di risarcimento micropermanenti, e oggi si vorrebbe, come ben si legge sul F.Q., ridurre di circa il 50% il valore della macropermanenti, nonostante molteplici sentenze in senso contrario della Suprema Corte di Cassazione.

Inutile dire che tali storture/anomalie esistono solo qui in Italia, dove il mercato è gestito da soli tre gruppi generali, allianz e unipol-fonsai (queste ultime sotto indagine della magistratura per una discutibile annunciata fusione), e la concorrenza è una chimera. Colpisce, però, anche che la stessa UE, molto attenta ai problemi, specie di deficit pubblico, non sia attenta ai problemi della concorrenza nel settore assicurativo e del suo fratello bancario.

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